VACCINI: L’OBBLIGO IN REGIONE PER IL NIDO FA CRESCERE LA COPERTURA

L’obbligo funziona e gli effetti si vedono già. Con la riapertura dell’anno scolastico, esulta viale Aldo Moro, a dieci mesi dalla legge regionale che ha introdotto i vaccini obbligatori per l’iscrizione al nido. Secondo i tecnici della regione, la copertura vaccinale cresce sia nel primo anno di vita che al termine dei 24 mesi. E l’incremento maggiore si riscontra per il vaccino contro il morbillo: la copertura in questo caso, da gennaio a giugno, e’ passata dall’87,2% al 90,7%. Guardando il report nel dettaglio, per le vaccinazioni contro difterite-tetano-polio-epatite B l’aumento da inizio anno e’ di oltre un punto percentuale: la copertura, per i bimbi nati nel 2014, e’ passata dal 92,4% al 93,5%. Un aumento di 0,8 punti percentuali nello stesso periodo per i nati nel 2015. Dati in crescita, quindi, ma in alcuni casi ancora al di sotto della soglia di sicurezza del 95%, fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità. I tecnici di viale Aldo Moro hanno verificato anche l’efficacia delle vaccinazioni per talune patologie. Per esempio quelle causate dal meningococco C nella fascia di eta’ dagli zero ai quattro anni, con l’introduzione dei vaccini sono nettamente calate, praticamente scomparse da uno a quattro anni. Dai palazzi della regione, di contro, citano il caso della copertura per la pertosse, calata fino al di sotto della soglia di sicurezza: l’incidenza della malattia è raddoppiata, 6 casi ogni 100mila abitanti a fine 2016 e un decesso nel 2015 a Bologna. In Emilia-Romagna nel 2016 sono state somministrate 1,4 milioni di dosi di vaccino con 418 reazioni avverse (lo 0,03%), nella quasi totalita’ dei casi di lieve entita’ (febbre, rossore, gonfiore, mal di testa). Le reazioni piu’ gravi? Sei casi di convulsioni febbrili, tre reazioni allergiche non gravi e un caso di iporesponsivita’. Tutti risolti completamente, fa sapere la Regione.

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