UNO BIANCA: FINE PENA PER MARINO OCCHIPINTI

E’ un uomo libero Marino Occhipinti, il gregario della banda della Uno Bianca, capeggiata dai fratelli Savi. Il Tribunale di sorveglianza di Venezia gli ha notificato in carcere il provvedimento che da subito gli consente di varcare la soglia della casa circondariale di Padova per una nuova vita. Le motivazioni? Il 53enne, condannato all’ergastolo nel 1997, è sinceramente «pentito», ha «rivisitato in modo critico il suo passato» e «non è socialmente pericoloso». Anzi, avrebbe dimostrato con il suo percorso in carcere di poter essere utile alla società. Finisce dunque dopo 24 anni la pena per aver partecipato al gruppo di fuoco che, tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, ha seminato il terrore tra l’Emilia e la Romagna, facendo 24 morti e oltre 100 feriti. Un preludio all’uscita dal carcere c’era stato nel 2012, quando sempre il tribunale delle libertà della laguna decise per lui la libertà vigilata: uscita dalla cella tutte le mattine per lavorare presso la Cooperativa della Compagnia delle opere. Mansione, addetto al call center per l’Usl numero 6. E prima ancora, nel 2010, quando gli fu concesso un permesso premio di 6 ore per partecipare ad una via crucis. Una decisione, quest’ultima definitiva, che si porta dietro strascichi di rabbia: i familiari della vittime della banda della Uno Bianca parlano di sconcerto, tramite le parole della presidente dell’associazione Rosanna Zecchi.

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