UCCISA IN “TEMPESTA EMOTIVA”: PROCURA DI BOLOGNA RICORRE IN CASSAZIONE

Sarà la Corte di Cassazione a valutare se essere in preda a una ‘tempesta emotiva’ può mitigare la responsabilità di un assassinio. La Procura generale di Bologna ha infatti deciso di ricorrere contro la sentenza depositata nei giorni scorsi dalla Corte di assise di appello, un provvedimento che ha quasi dimezzato, da 30 a 16 anni, la pena per Michele Castaldo, omicida di Olga Matei. Il delitto venne commesso a Riccione (Rimini) il 5 ottobre 2016: i due si frequentavano da circa un mese quando l’uomo, in una crisi di gelosia, la strangolò a mani nude. Intanto, ormai alla vigilia dell’8 marzo, il caso di Olga può diventare un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Mentre in tanti continuano a prendere posizione a sostegno della vittima e contro le motivazioni che hanno consentito una significativa diminuzione della condanna per chi la uccise, a Riccione alcuni amici di lei stanno organizzando una fiaccolata per la sera della giornata della Donna, a cui parteciperanno anche rappresentanti delle istituzioni locali. La sentenza, appunto, continua a far discutere e a essere commentata. Ed è anche per questo che il presidente della Corte di appello di Bologna, Giuseppe Colonna, ha voluto fornire alcuni chiarimenti per spiegare il provvedimento firmato dai giudici dell’ufficio, dal punto di vista tecnico: “La gelosia non è stata considerata motivo di attenuazione del trattamento, anzi, al contrario, motivo di aggravamento in quanto integrante l’aggravante dell’avere agito per motivi abietti-futili (e ciò con ampia e convinta motivazione, che occupa due pagine fitte di motivazione)”, ha spiegato il presidente. Inoltre, “la misura della responsabilità (sotto il profilo del dolo) era comunque condizionata dalle infelici esperienze di vita, affettiva, pregressa dell’imputato, che in passato avevano comportato anche la necessità di cure psichiatriche, che avevano amplificato il suo timore di abbandono”. Questo, per Colonna, è il dato rilevante nella decisione di concedere le attenuanti generiche a Castaldo, “al di là della frase, che è comunque tratta testualmente dal perito: ‘soverchiante tempesta emotiva e passionale'”. La decisione non è stata dunque solo dovuta a questo, ma anche alla valutazione positiva della confessione e del risarcimento alla figlia della vittima. Questi due elementi sono “oggettivi e ineccepibili”, mentre quello sulle esperienze passate è, per Colonna, “comunque congruo in quanto inerente l’aspetto della vita pregressa e della responsabilità sotto il profilo del dolo d’impeto”. Tutto questo sarà oggetto dell’attenzione della Suprema Corte a cui la Procura generale guidata da Ignazio De Francisci si rivolgerà con un ricorso che chiederà di valutare la correttezza dei principi espressi.

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