UCCISA A BASTONATE: MATTEO CAGNONI RINUNCIA AL RITO ABBREVIATO

Niente rito abbreviato, il dermatologo Matteo Cagnoni ha chiesto un processo vero e proprio che si svolgerà, vista la gravità della accuse, davanti a una Corte d’Assise formata quindi anche da una giuria popolare. Dopo circa tre ore di camera di consiglio, nel tardo pomeriggio di ieri, il Gup del Tribunale di Ravenna ha rinviato a giudizio il 52enne Matteo Cagnoni per l’omicidio pluriaggravato e l’occultamento del cadavere della moglie, la 39enne Giulia Balestri, uccisa il 16 settembre scorso a bastonate in testa all’interno della villa di famiglia nella città romagnola. La prima udienza in Corte d’Assise è stata fissata per il 10 ottobre. La difesa aveva invece chiesto il non luogo a procedere sollevando quattro eccezioni di nullità-inammissibilità per altrettanti atti d’indagine. Ovvero l’autopsia; l’analisi del contenuto gastrico per la determinazione dell’orario della morte; le intercettazioni telefoniche; e l’analisi della scheggia di legno trovata nei jeans dell’imputato e presumibilmente appartenente all’arma del delitto, un tronco di pino. Dopo la lettura del dispositivo, la difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare (Cagnoni è in carcere da più di nove mesi), o in subordine gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in un appartamento a Ravenna. In aula erano presenti sia l’imputato che il fratello della vittima.

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