SMOG: NATI A BOLOGNA NEL 2017 VIVRANNO 6 MESI IN MENO

Lo smog uccide, si sente dire da anni: tesi dimostrata da decenni di studi scientifici. Di fatto l’inquinamento accorcia la vita, o – meglio – la sua aspettativa, cioè l’età media raggiunta prima della morte. E ora si sa di quanto, grazie a uno studio dell’Ausl di Bologna: chi è nato nel 2017 sotto le due torri ha un’attesa di vita inferiore di 6 mesi per colpa degli inquinanti nell’aria. Il dossier è contenuto nella Valutazione d’impatto sanitario realizzata fotografando a 360 gradi la situazione dell’anno scorso a livello cittadino. Uno studio che il Comune di Bologna ha allegato al proprio bilancio ambientale. Nel 2017, rileva l’azienda sanitaria, sono stati 35 i decessi per cause naturali nel capoluogo emiliano legati a eventi attribuibili alle polveri sottili (pm10), di cui 10 per patologie cardiovascolari e cinque respiratorie, a cui si aggiungono altri 60 decessi legati alle pm2,5 (polveri ultrafini), 24 per effetto dell’ozono (di cui 14 per patologie cardiovascolari e due respiratorie) e 33 legate al biossido di azoto. Per quanto riguarda i ricoveri, per patologie respiratorie si parla di 42 casi legati alle pm10, 103 per le polveri ultrafini, 41 per ozono e 106 per biossido di azoto. Si tratta di numeri che “non presentano variazioni significative rispetto agli anni precedenti, ne’ in incremento ne’ in calo”, sottolineano i tecnici del Comune. E che comunque i decessi per smog rappresentano “una percentuale molto ridotta” sul totale delle morti in citta’. Magra consolazione, perchè infatti la stima sul lungo periodo dell’Ausl (cioe’ nell’arco di almeno 10 anni) dà una sentenza senza appello: i nati nel 2017 vivranno 6 mesi in meno.

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