SMOG, LA REGIONE FA MARCIA INDIETRO: REVOCATO STOP DIESEL EURO4

Per restare al linguaggio automobilistico, è giusto parlare di brusca frenata e di repentina retromarcia. Ci sono volute sei ore in effetti a tirare il freno: tanto c’è voluto ieri nei palazzi di viale Aldo Moro perchè Regione e una trentina di comuni emiliano-romagnoli interessanti trovassero la quadra sul tema tanto spinoso del divieto alla circolazione per i diesel Euro4. Alla fine l’hanno spuntata i ribelli, forti del sostegno di tante associazioni di categoria in quest’ultima settimana, e la giunta Bonaccini è stata costretta a ordinare un dietrofront. Non senza aver ottenuto però importanti modifiche al piano aria: se infatti è stato scongiurato il blocco di un parco vetture stimato in 174mila unità, è anche vero che i comuni coinvolti hanno firmato un patto secondo il quale il blocco dei mezzi scatterà dopo 3 giorni di sforamento, non più dopo 4. E a fermarsi, a questo punto, saranno tutte le vetture. Il presidente Bonaccini ha poi assicurato che saranno aumentare le domeniche ecologiche e che verranno investiti 5mln di euro per la rottamazione dei veicoli privati non commerciali. A convincere il governatore, la considerazione che la severità delle misure intraprese non aveva eguali nelle altre regioni del bacino padano (con le quali l’Emilia-Romagna ha in atto un’unità di intenti): ergo, rischiavano di essere inuti. Ora però, secondo la Regione, deve intervenire anche il governo: chiederemo un investimento subito per dare una mano ai cittadini e cambiare loro auto, ha detto Bonaccini. Soddisfatti i sindaci, in particolare alcuni dei Comuni alle porte di Bologna, i cosiddetti ribelli; meno i primi cittadini di Modena e Reggio Emilia, convinti invece della bontà dello stop allargato.

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