SMOG, ARPAE: 2017 ANNUS HORRIBILIS

Caldo e smog, un connubio terribile che ha flagellato l’Emilia-Romagna, senza eccezioni dall’Appennino fino alla bassa, per quasi tutti i 12 mesi dell’anno che si è appena chiuso. Lo certifica infatti l’Arpae, guardando ai dati sulla qualità dell’aria: nel 2017, dicono dall’agenzia, c’è stato “un numero particolarmente elevato di giornate con condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti, con valori simili a quello registrati nel 2015 e tra i piu’ alti della serie storica”. E con l’estate calda e poco piovosa, insistono gli esperti, “il numero di giorni favorevoli alla formazione di ozono e’ stato tra i piu’ alti dal 2003 e in linea con quello registrato nel 2012”. Il valore obiettivo per la protezione della salute da ozono (120 microgrammi per metro cubo di media massima giornaliera) e’ stato infranto in gran parte delle stazioni di monitoraggio. Il report, pubblico e accessibile sul sito dell’Arpae, scende anche nel dettaglio dei territori dicendo che l’anno scorso il valore limite giornaliero di pm10 (50 microgrammi per metro cubo) e’ stato superato per piu’ di 35 giorni (numero massimo definito dalla norma) in 27 delle 43 centraline regionali. Il maggior numero di superamenti sono stati registrati nelle stazioni di Piacenza-Giordani Farnese, Reggio Emilia-Timavo e Modena-Giardini (83), seguite a Parma da Montebello, Colorno-Saragat e Cittadella (tra 74 e 69). Anche le polveri ultra-fini (pm2,5) sono volate troppo in alto: il valore limite per la media annuale (25 microgrammi per metro cubo) e’ stato superato in due delle 24 stazioni attive: a Besenzone (Piacenza) e Guastalla (Reggio).

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