SCONTRI A PIACENZA: 11 GLI INDAGATI, MA POTREBBERO ESSERE DI PIU’

Prima due, poi sette; a fine giornata arriva a 11 il numero degli indagati per gli scontri del 10 febbraio a Piacenza. Una cifra che però potrebbe salire ancora. Gli investigatori procedono per diversi reati e stanno arrivando all’identificazione di molti antagonisti coinvolti nei disordini di sabato scorso. Intanto sono stati scritti su un primo atto formale anche i nomi dei presunti responsabili dell’aggressione al brigadiere capo dei carabinieri Luca Belvedere, accerchiato e picchiato durante la manifestazione antifascista. Il militare è stato operato a Firenze per ricomporre la frattura alla spalla, il suo decorso è positivo. La protesta piacentina degenerata in tafferugli era del collettivo ‘Contro Tendenza’ contro l’apertura di una sede di CasaPound nel pieno centro cittadino. I primi due ad essere indagati sono gli organizzatori: rispondono di istigazione a delinquere e di violazione delle norme del testo unico di pubblica sicurezza sull’osservanza delle prescrizioni. Grazie al lavoro della Digos e del nucleo informativo dei Carabinieri altre nove persone sono state segnalate alla Procura: per rapina, lesioni aggravate in concorso, resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale. Fra questi giovani, appunto, ci sono anche gli autori del ‘pestaggio’ del carabiniere. Altri quattro militari erano rimasti feriti in modo più lieve. Tra gli attivisti identificati e denunciati ci sarebbero esponenti di collettivi modenesi e bolognesi, ma anche di Torino e rappresentanti di un sindacato di base.

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