SAVE THE CHILDREN: IN E-R OLTRE UN GIOVANE SU DUE NON FA ATTIVITA’ CULTURALI

In Emilia-Romagna “più di un minore su dieci vive in povertà relativa e oltre un giovane su dieci abbandona troppo presto la scuola”. E’ quanto emerge dall’ottavo Atlante dell’infanzia a rischio redatto da Save the Children. Secondo l’associazione, con la crisi, all’aumento delle povertà economiche sono corrisposte anche nuove povertà educative. In regione più di un ragazzo su due tra i 6 e i 17 anni non arriva a svolgere, in un anno, quattro attività culturali come la lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a Internet. Sul fronte scolastico, il 41% delle scuole secondarie di primo grado in Italia lamenta una scarsa dotazione di laboratori e ambienti di apprendimento adatti: rispetto alla media italiana, qui da noi il numero di scuole in tale situazione appare più alto in provincia di Parma (3 su 5); la provincia più virtuosa è invece quella di Forlì-Cesena, dove la percentuale si attesta al 21,5%. Inoltre, Spiega Save the Children, in 5 province su 9 dell’Emilia-Romagna gli istituti scolastici dotati di almeno una palestra in ogni sede sono il 17,4%, meno della media nazionale. Quanto alla demografia, se “l’Italia conta 165 anziani ogni 100 bambini sotto i 14 anni, con un numero di over 65 che doppia quello dei giovanissimi in diverse province, in Emilia-Romagna l’indice di vecchiaia è superiore al resto del paese: il picco si registra a Ferrara, con 249 anziani ogni 100 bambini. Aumentano di contro gli alunni di origine straniera, che vanno dal 12,8% di Ferrara al 21,3% di Piacenza.

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