RIFIUTI, CITTADINANZATTIVA: E-R TRA REGIONI CON TARI PIU’ BASSA

L’Emilia-Romagna e’ tra le regioni italiane dove la gestione dei rifiuti costa meno alle famiglie. E dove la raccolta differenziata ha le percentuali tra le piu’ alte del Paese. Tranne Bologna, maglia nera in regione. A tracciare il quadro e’ Cittadinanzattiva, che rivela come tra i motivi che spingerebbero le famiglie a differenziare di piu’ i rifiuti, al primo posto – secondo una rielaborazione di dati Istat – figura una “maggiore informazione su come separarli”. All’ultimo posto, invece, come incentivo alla differenziata c’e’ il sistema porta a porta. A livello italiano, spiega ancora il dossier, la spesa media delle famiglie per la Tari ammonta a 302 euro, con differenze molto marcate tra i territori. In generale, i rifiuti costano meno al nord Italia, di più al Sud: il Trentino Alto Adige si conferma la regione piu’ economica, con una Tari media di 188 euro; la Campania e’ la piu’ costosa con 422 euro annuali. Tra i territori dove i rifiuti costano meno c’e’ l’Emilia-Romagna, dove la spesa media a famiglia ammonta a 278 euro nel 2018. Guardando i soli capoluoghi, la cifra piu’ alta si paga a Reggio Emilia (313 euro), seguita da Modena, Rimini e Bologna. Piu’ bassi, sotto cioè la media regionale, i costi a Forli’, Piacenza, Cesena e Parma; Ravenna è la più economica (247 euro), mentre Ferrara e’ l’unico capoluogo che applica la tariffa puntuale. Per quanto riguarda la produzione di rifiuti pro-capite, Ravenna e’ la citta’ che fa registrare le quantita’ maggiori (774 chilogrammi per abitante all’anno), seguita da Piacenza, Rimini, Forli’, Modena, Ferrara e Reggio Emilia. Le quantita’ inferiori sono invece a Bologna e Parma. Ma è proprio il capoluogo emiliano la citta’ che in regione fa registrare il dato piu’ basso di raccolta differenziata (46% nel 2017), mentre la citta’ ducale e’ quella con la percentuale piu’ alta (79,4%).

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