RAVENNA, MOGLIE UCCISA A BASTONATE: LA DIFESA DI CAGNONI CHIEDE DI SPOSTARE IL PROCESSO

E’ cominciato con un colpo di scena in Corte d’Assise a Ravenna il processo a Matteo Cagnoni, il noto dermatologo accusato di aver ucciso a bastonate la moglie Giulia Ballestri il 16 settembre 2016 nella casa famiglia della città romagnola. La difesa ha invocato la legittima suspicione, chiedendo cioè di togliere il processo da Ravenna per assegnarlo ad altra Corte d’Assise a causa, come hanno spiegato i legali, “del condizionamento mediatico” impresso al caso dalla stampa locale che avrebbe sposato la sola versione accusatoria. Alla prima udienza ieri mattina in aula c’era un folto gruppo di giornalisti e cronisti a seguire quello che da subito fu etichettato come l’ennesimo femminicidio. A decidere ora sarà la Corte di Cassazione: nel frattempo però la Corte d’Assise continuerà comunque con le udienze ma non potrà giungere alla sentenza prima che i supremi giudici si siano espressi. Ieri si è anche a lungo dibattuto sulle costituzioni di parti civili: alla fine il collegio ha confermato le quattro già ammesse, ovvero i genitori e il fratello della vittima, quest’ultimo sia in proprio che come tutore dei tre figli della defunta e dell’imputato; il Comune di Ravenna e le associazioni Linea Rosa e Udi, unione donne in Italia. Venendo al processo, secondo l’accusa il movente dell’omicidio fu il rancore covato da Cagnoni per la separazione voluta dalla donna in ragione anche della presenza di un nuovo compagno. L’imputato, detenuto in carcere e presente in aula, ha sempre negato ogni addebito. Per ciò che riguarda i testimoni, la lista è lunga: le parti chiederanno alla Corte di potere sentire oltre 200 persone.

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