PROCESSO AEMILIA: CONDANNE SEVERE PER 147 IMPUTATI

Richieste di condanna di oltre un secolo: sono quelle avanzate dai Pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi della Dda di Bologna nel processo Aemilia nei confronti di 147 imputati, accusati di affiliazione alla ‘ndrangheta ed altri reati come false fatturazioni, frodi, usura ed estorsione. A 35 di loro, inoltre, la Procura ha contestato nuovi capi di imputazione per aver continuato a tenere anche dal carcere condotte in favore delle ‘ndrine. Nessuno sconto da parte dell’accusa anche per coloro che hanno scelto l’abbreviato, 24 in tutto, e che beneficiare dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Nel dettaglio, sono stati chiesti 16 anni per Gaetano Blasco, 18 per Michele Bolognino, 16 per Sergio Bolognino e 14 per Pasquale Brescia, imprenditore e considerato ideatore della strategia mediatica del sodalizio
criminale. E ancora, tra gli altri: 12 anni per l’ex poliziotto Maurizio Cavedo, 18 anni per il boss Gianluigi
Sarcone, 14 anni per Eugenio Sergio, parente della moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi; 10 anni ad Antonio Valerio, “pentito”, al quale per questo vengono riconosciute le attenuanti. Tra le altre posizioni piu’ “eclatanti” quella di Vincenzo Iaquinta, ex campione del mondo di calcio, per cui sono stati chiesti 6 anni, mentre e’ di 19 anni la richiesta per il padre, l’imprenditore Giuseppe Iaquinta. Severe le richieste anche per l’imprenditore modenese Augusto Bianchini (15 anni e 6 mesi) e la sua famiglia.

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