PARMA, INCHIESTA SU TERAPIE: ATENEO E OSPEDALE SOSPENDONO PROF. FANELLI

Sono iniziati ieri e proseguiranno per tutto il week-end gli interrogatori di garanzia per gli indagati, agli arresti domiciliari, per l’inchiesta ‘Pasimafi’, l’indagine della Procura di Parma che ha interessato il mondo della terapia del dolore e vede coinvolti dirigenti medici e del mondo farmaceutico: in tutto 19 arresti e 75 indagati. Davanti al magistrato è atteso soprattutto il professore Guido Fanelli, considerato dagli inquirenti la mente dell’organizzazione che agevolava le aziende del farmaco nella sperimentazione illegale ma anche nella formazione professionale dei medici e nelle pubblicazioni scientifiche. L’università di Parma lo ha sospeso a tempo indeterminato (insieme a un altro indagato che è ricercatore in ateneo) e dall’ospedale della città ducale, dove il luminare era dirigente del 2° reparto rianimazione, fanno sapere che da un anno era aperta un’istruttoria nei suoi confronti ed era già stata avanzata richiesta di sospensione dal ruolo, poi non accolta. Intanto, sul fronte investigativo, emerge che Fanelli poteva contare sull’aiuto di tutta la famiglia. Uno dei figli era a capo di una tra le società di comodo per il riciclaggio del denaro, la moglie di Fanelli era invece referente come dirigente medico in Lombardia mentre un altro figlio avrebbe redatto lavori scientifici richiesti ad hoc dalle case farmaceutiche dall’alto del suo ruolo in una struttura medica di Bologna. Tutti e tre risultano ora indagati.

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