OMICIDIO BIAGI. BR CHIEDE SCONTO DI PENA, IL FIGLIO: “ALLUCINANTE”

«Spero proprio che a Boccaccini non venga ridotta la pena, i brigatisti rossi che hanno ucciso mio padre devono scontare tutta la condanna, altrimenti significa che non viene fatta giustizia un’altra volta, dopo il caso della mancata scorta a mio babbo». A parlare questa mattina sulle pagine dell’edizione bolognese di Repubblica è Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista Marco, ucciso dalle nuove Br il 19 marzo 2002, quasi 17 anni fa. Lunedì, in occasione dell’anniversario, a Modena – dove il professore insegnava – alle commemorazioni sarà presente il presidente della repubblca Sergio Mattarella. Una presenza che fa onore alla mia famiglia, dice il figlio che, e non è la prima volta, lamenta il clima di odio che si manifesta a ogni anniversario: scritte sui muri, anche sotto casa in quella via Valdonica in pieno centro a Bologna dove Biagi fu assassinato mentre tornava a casa in bicicletta; le parole lo scorso anno della ex Br Barbara Balzerani che definì quello della vittima come un mestiere; e pochi giorni fa la richiesta dell’unico non condannato all’ergastolo del gruppo di fuoco che assassinò il professore, Simone Boccaccini, perchè gli venga applicata una riduzione della pena: deve scontare 21 anni per l’omicidio Biagi e altri 5 anni e 8 mesi per banda armata, ha chiesto che le due condanne vengano assimilate (quindi di fatto scontate). “Allucinante”, dice Lorenzo Biagi che all’assassinio del padre aveva 13 anni e che martedì, tragico anniversario, guiderà la staffetta in bici che partirà dalla stazione per arrivare sotto il portico dove avvenne l’agguato brigatista. La strada che il babbo percorse quella sera.

You might also like More from author

Comments are closed.