MODENA: GIUDICE DA’ RAGIONE AL PADRE, LA FIGLIA E’ DA VACCINARE

Casi giudiziari così se ne rischiano di vedere molti, dove di mezzo ci va il dibattito sui vaccini ed è difficile distinguere tra la volontà di tutelare la salute di un minore e gli screzi tra ex compagni di vita.

Più che a una “guerra dei roses” questa volta siamo davanti a una battaglia sul vaccino che è uscita dai corridoi della macchina della giustizia per diventare caso emblematico.

Dopo tre anni di liti tra ex coniugi, il tribunale di Modena ha dato ragione al padre ordinando che la figlia di 7 anni venga sottoposta alle vaccinazioni previste dall’attuale piano vaccinale, anche se la madre non è d’accordo e non dà il consenso.

Una controversia che risale al 2014: i due hanno un affido condiviso ma lui non era d’accordo con la scelta anti-vax di lei e quindi si è rivolto al giudice tutelare che a sua volta ha interessato il tribunale civile di Modena.

La madre ha sempre sostenuto che, quando la bimba è nata nel 2010, anche il coniuge era d’accordo nel non vaccinarla. Il cambio di idea sarebbe quindi legato ai dissidi della separazione.

Normali, seppur tristi, liti tra ex? Sarà, intanto però la madre in tribunale ha nominato come consulente il noto ‘no vax’ Stefano Montanari, che teorizza la presenza di “nanoparticelle nocive” nei vaccini.

E la vicenda, dalle quattro mura domestiche, è diventata caso nazionale.

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