MALTEMPO: LA REGIONE CHIEDERA’ LO STATO DI EMERGENZA

Prima notte con in mente le proprie case invase dall’acqua, quella passata dai mille evacuati dalla bassa parmense e reggiana a causa della piena del fiume Enza. A soffrire soprattutto il paese di Peppone e Don Camillo, Brescello, in particolare la frazione di Lentigione invasa dalla forza dirompente del fiume proprio come raccontato nei racconti di Guareschi. Nella finzione era il Po, ora nella realtà è un suo affluente di destra, l’Enza, l’unico ad aver tracimato. Sembra passata invece indenne la piena degli altri corsi d’acqua: i torrenti Parma e Baganza e il fiume Taro, tutti tenuti sotto stretta osservazione dalla protezione civile che da ieri lavora incessantemente per monitorare la situazione e per far funzionare la macchina dei soccorsi. Nel modenese invece l’osservato speciale è il Secchia: chiusi alcuni ponti, evacuate centinaia di persone a scopo precauzionale a Soliera, a Campogalliano è invece tracimato uccidendo un centinaio di animali in un allevamento. Maltempo che non offre tregua nemmeno lungo l’arco appenninico emiliano: alcune strade provinciali sono state chiuse per frane; ma c’è rabbia in particolare per l’ennesimo black out della rete elettrica che ha colpito abitazioni tra Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Bologna: a ieri sera, dice Enel, “il numero di clienti disalimentati è sceso a 9.400”, 500 i tecnici al lavoro. La rabbia è tanta, molti amministratori e sindaci invocano la class action per le interruzioni alla fornitura, stavolta causate non dalla neve ma dal ghiaccio e dal forte vento dei giorni scorsi. Ma c’è da pensare innanzitutto alla situazione di calamità: sul fronte del rischio rimane l’allerta rossa, per questo la Regione chiederà lo stato di emergenza.

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