MAFIE: LA MAPPA DELLE ‘NDRINE IN EMILIA-ROMAGNA

L’Emilia-Romagna è la quarta regione italiana per numero di interdittive anti-mafia alle imprese. 29 i provvedimenti emessi dalle prefetture nel secondo semestre del 2017, periodo al quale si riferisce il dossier reso noto dalla Direzione Investigativa Antimafia. Dati scioccanti, forse un po’ attesi visto anche il clamore del processo Aemilia contro le infiltrazioni ‘ndranghetistiche, che piazzano la nostra regione dietro solo – nell’ordine – a Campania, Sicilia e Calabria. 57 il numero di interdittive emesse nell’arco di tutto l’anno. Significativo è anche il numero di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette in regione: 594 ritenute attinenti alla criminalità organizzata e poco più di 3.000 relative ai cosiddetti ‘reati spia’: anche in questa graduatoria l’Emilia-Romagna è quarta, dietro a Lombardia, Campania e Lazio. Sempre nella relazione si traccia poi una sorta di mappa della presenza di famiglie di criminalità organizzata in regione, in particolare di ‘Ndrangheta. A Bologna si segnalano i Grande Aracri di Cutro e i Piromalli della Piana di Gioia Tauro; a Ferrara sono segnalati i Pesce-Bellocco di Rosarno, a Forlì-Cesena i reggini Condello e De Stefano e i Mancuso di Vibo Valentia; mentre a Modena e Parma hanno operato soggetti contigui alla cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto (Crotone), in provincia di Reggio Emilia gruppi legati ai Dragone di Cutro. Nel Ravennate, personaggi vicini alla ‘ndrina dei Mazzaferro di Gioiosa Jonica, ancora a Modena, Parma e Bologna sono state riscontrate e presenze di elementi vicini alla ‘ndrina di Taurianova e di San Lorenzo; infine nel Riminese ci sono persone riconducibili ai Vrenna di Crotone.

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