LAVORO: SOS CGIL, E-R TERZA IN ITALIA PER DENUNCE DI APPALTI IRREGOLARI

Con 823 persone denunciate l’Emilia-Romagna è la terza regione italiana per denunce di appalti irregolari, dietro Campania e Sicilia. A lanciare l’sos è la Cgil che prende spunto dall’ultimo report dell’associazione Libera, che a sua volta si rifà a uno studio della Commissione europea sui costi del lavoro. Dossier, quello dell’Ue, che piazza le paghe dei lavoratori italiani sotto la media del vecchio continente. In particolare, sottolinea il sindacato, nel report “si mette in evidenza, ed e’ una novita’, il danno che nei pubblici appalti deriva dal ‘numero eccessivo delle stazioni appaltanti'”, vale a dire “il troppo frastagliamento degli enti che emettono bandi, specie nei piccoli e medi Comuni”. Questi enti appaltanti, “circa 30.000 in Italia”, soffrono di “evidenti lacune” sia dal punto di vista tecnico che di gestione del costo del lavoro. Nella nostra regione esistono 1.117 sedi appaltanti che, è l’obiettivo della Cgil, si punta ad accorpare: questo perché, continua la sigla confederale, “stazioni più strutturate avrebbero un peso ed autorevolezza superiori nelle trattative su lavori, servizi e forniture, riuscendo a ottenere prezzi piu’ vantaggiosi e qualita’ migliore. Esempi virtuosi esistono già: il sindacato prende a riferimento appalti gestiti a livello sovracomunale o da strutture interprovinciali che, numeri alla mano, “hanno migliori esiti ed efficacia nei tempi e soprattutto nella capacita’ di gestire le offerte e i prezzi finali”. Tutto infine a vantaggio anche dei lavoratori.

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