LAVORO, CISL: GIA’ 13 MORTI BIANCHE IN E-R DA INIZIO ANNO

Morti sul lavoro: se ne contano già 13 in Emilia-Romagna in questi primi mesi del 2019. L’ultimo, in ordine di tempo, il muratore bergamasco 50enne, vittima di un incidente sul lavoro avvenuto l’1 maggio in un’azienda agricola a Chiavenna Landi, nel piacentino. L’allarma arriva, numeri alla mano, dalla Cisl regionale, che sottolinea come “il dato, gia’ drammatico, si aggravi ancora di piu’ se si considera che dall’inizio dell’anno gli infortuni sul lavoro in regione sono stati 20.428″. A livello nazionale, scrive il sindacato, sono morti dall’inizio dell’anno 222 lavoratori sui luoghi di lavoro”, che diventano “oltre 400” se si considerano “gli infortuni in itinere e sulle strade”. Di queste morti, 33 riguardano “i settori dell’agricoltura e dell’edilizia”, e i dati Inail “dicono che negli ultimi tre anni le denunce di infortunio sono aumentate dello 0,6%, fino a raggiungere il numero di 641.000 in tutta Italia, con un incremento del 2,2%”. Nel dettaglio, ben sei delle 13 morti sul lavoro in Emilia-Romagna si sono verificate nelle province di Bologna e Parma (tre vittime a testa), due nella provincia di Piacenza e una in quelle di Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Modena, Forli’-Cesena e Rimini. Le categorie piu’ a rischio, sottolinea la Cisl, “sono quelle dei lavoratori sotto i 35 anni”, di fatto la categoria più a rischio, specifica il sindacato. La Cisl chiede maggiore impegno “soprattutto sul piano della formazione”, e che siano “finalmente coordinati i diversi soggetti istituzionali che si occupano di sorveglianza del lavoro”, come le aziende sanitaria, l’ispettorato del lavoro e l’Inail.

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