LA REGIONE TAGLIA I VITALIZI

Annunciato da Bonaccini a inizio mandato, due anni fa, la regione Emilia-Romagna ha dato il via libera alla sforbiciata per i vitalizi. In Assemblea Legislativa c’è stato il voto favorevole di Pd, Sinistra Italiana e M5s, quest’ultimo ha però definito il provvedimento come annacquato. Contrarie invece le altre forze politiche, per il rischio di ricorsi, dicono: ma proprio per evitarli abbiamo studiato a lungo la legislazione, rivendica la giunta regionale che giustifica così il ritardo dei tempi. Dopo il taglio alle indennità e ai rimborsi dei consiglieri regionali, Bonaccini rivendica così una altro passo avanti nei tagli ai costi della politica. La legge alza l’età per le pensioni degli eletti in viale Aldo Moro (uniformandoli agli altri lavoratori), riduce l’importo degli assegni e avvia il contributo di solidarietà. In pratica, gli ex potranno ricevere l’assegno dai 67 anni in avanti (prima bastavano i 60), non potranno cumulare la pensione con altre analoghe (come quella da Parlamentare), ma dovranno scegliere; infine viene introdotta una contribuzione di solidarietà perché il ricavato verrà destinato dalla regione in politiche di stampo sociale: si tratta di una riduzione per la durata di un triennio, del 6% per la parte oltre 1.000 euro e fino a 1.500 euro, del 9% per la parte fino a 3.500 euro e del 12% al di là di tale cifra. Attualmente sono 169 gli ex assessori o consiglieri regionali che percepiscono un vitalizio; altri 34, invece, non hanno ancora maturato il requisito d’età e i loro contributi ammontano a circa 4 milioni di euro.

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