INFERNO A BOLOGNA, THE DAY AFTER: VISITA DI CONTE, AUTOSTRADA RIAPERTA

The day after. E’ un giorno nuovo per Bologna, nell’aria non ci sono più le fiamme e il fumo dell’esplosione, ma rimane quel vuoto, la voragine in autostrada all’altezza di Borgo Panigale. Per la viabilità cittadina è la via Emilia. Capire è la parola più usata in queste ore. Capire cosa è successo e come è accaduto tutto. Di certo ci sono la vittima, Andrea Anzolin, 42 anni di Vicenza, il conducente dell’autocisterna; e poi la 70ina di feriti, alcuni gravi ricoverati al centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena e al Maggiore di Bologna. Tra loro un poliziotto e un giovane bulgaro. Stamattina a loro ha fatto visita il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: capire – lo ha espresso a nome del Governo – perchè non deve più ripetersi. Siamo stati fortunati, ha aggiunto. Capire però vuol dire anche mettere in moto la macchina della giustizia: il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, viste le immagini ormai sotto gli occhi di tutti, azzarda la distrazione o colpo di sonno da parte dell’autista del tir che ha innescato la carambola. E’ troppo presto però – precisa – il fascicolo aperto rimane contro ignoti per disastro colposo, lesioni e omicidio. Resta quell’enorme cratere, lo dicevamo, che porta con sè la dura realtà quotidiana, quella che non si ferma mai: con lo snodo di Bologna fermo, ieri ci sono state ripercussioni lungo tutta la viabilità autostradale italiana. Verifiche fatte a tempo di record, in mattinata il raccordo di Casalecchio di Reno e’ stato riaperto in entrambe le direzioni mentre è rimasta chiusa la tangenziale all’altezza degli svincoli 2 e 3. Ora la sfida è rimettere in piedi il cavalcavia. Ferragosto è vicino e Bologna, lo ha ricordato il 2 agosto, non si ferma con un botto.

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