IMOLA: PICCHIATA PER UN QUADERNO E UNO ZAINO, PARTE RACCOLTA FONDI

Una buona notizia, anche senza i clamori della cronaca, nonostante da un fatto di nera derivi questo episodio, per fortuna a lieto fine. Era la notte tra il 16 e 17 settembre quando un uomo, tunisino di 54 anni, finì in manette a Imola per aver picchiato moglie e figlia: all’origine di tutto le lamentele proprio di quest’ultima, 16enne, che, trovando il padre ubriaco sulla porta di casa, aveva protestato perchè, forse con i soldi spesi in alcol, l’uomo le avrebbe dovuto comprare i quaderni e uno zaino per il suo ritorno a scuola la mattina dopo. La notizia passò quasi sotto traccia (colpa anche nostra, abituati a raccontarvi cattive notizie) fino all’arrivo, sulla scrivania del sindaco Sangiorgi una decina di giorni dopo i fatti, di una lettera scritta da una bimba di 10 anni – Chiara – che si offriva di donare i suoi piccoli risparmi alla 16enne perchè potesse comprarsi quanto mancava al corredo scolastico. Ne è nato un veloce tam tam tra la comunità imolese, grazie anche ai social network una volta tanto: il Comune ha così deciso di aprire ufficialmente una raccolta fondi. Due le modalità: versamento sul conto corrente dell’Asp presso la banca di Imola o direttamente agli sportelli dell’Azienda pubblica di servizi alla persona della cittadina romagnola. Sul fronte giudiziario, il padre e capo famiglia, su cui già gravava una pena di due anni da scontare presso i servizi sociali, si trova in carcere a Bologna, accusato di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia.

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