FORMAZIONE, ALLARME CONFINDUSTRIA: MANCANO 50MILA TECNICI

Un allarme che lascia di stucco nella terra dei motori e dei distretti industriali. E’ nelle prime intense giornate bolognesi del Festival della Cultura tecnica che Confindustria Emilia-Romagna lancia l’sos: lungo quel filo rosso che attraversa la nostra regione unisce motori, packaging, biomedicale e meccatronica mancano 50mila tecnici specializzati. Da qui al 2020, dicono gli industriali, i piani legati a industria 4.0 prevedono un fabbisogno di 469mila addetti che il sistema formativo regionale al momento non copre. E già al 2022 il gap sarà a 90mila. Rispetto a 10 anni fa, inistono dall’associazione, c’è un divario di 200mila unità, mentre in paesi come la Germania la formazione Its conta un attivo di 800mila ragazzi. Una corsa contro il tempo, la definiscono, che vede al momento solo 8mila studenti impegnati nei percorsi di formazione mirata degli istituti tecnici superiori post diploma. Un grido di allarma che si rivolge alle istituzioni: ad oggi, sostiene Confindustria, gli Its coprono 11 dei 31 profili professionali emergenti, dunque bisogna insistere. Le basi ci sono, l’Emilia-Romagna ha – un dato, il più rilevante, su tutti – il 7% della popolazione italiana ma raggiunge il 13,6% di export: “e’ il territorio – dicono gli imprenditori – che ha migliorato le proprie performance industriali e di esportazioni nel modo piu’ sensibile, rispetto alle altre regioni del triangolo industriale”.

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