FERRARA, BRUCIA LA BOFROST: NESSUN PERICOLO DI NUBE TOSSICA

Un’enorme nube nera che ha avvolto la città di Ferrara per tutta la giornata di ieri. In fumo un capannone e decine di automezzi. Sono ancora da chiarire le cause che ieri mattina all’alba hanno innescato l’immenso rogo che ha trasformato in una fornace di fiamme il capannone dell’azienda di surgelati Bofrost a Diamantina. Una trentina le persone che stavano lavorando all’interno dello stabile quando è scoppiato l’inferno: tutti in salvo per fortuna, nessun ferito o intossicato. Sul posto, una volta dato l’allarme, sono giunte diverse squadre dei vigili del fuoco da tutta la provincia, più una maxi autobotte da Bologna: ci sono volute ore per spegnere le fiamme divampate presto a tutta la struttura. Le prime stime dei danni – spiega l’azienda – ammontano a oltre due milioni e mezzo di euro per quanto riguarda edificio e mezzi, mentre per il contenuto si procederà nei prossimi giorni a fare la conta degli inventari per capire l’entità del danno della merce in giacenza presso la filiale. Confermata l’assenza di pericolo per nubi tossiche: sul posto è intervenuta una squadra di pronto intervento di Arpae, i tecnici hanno effettuato alcune misurazioni a ridosso del perimetro aziendale, per verificare la presenza dei probabili prodotti della combustione, come monossido di carbonio, acido cloridrico, acido cianidrico e formaldeide. I valori sono risultati inferiori al limite di rilevabilità strumentale, grazie anche alle condizioni meteorologiche, che hanno favorito la diffusione del fumo verso l’alto.

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