EX PROVINCE: OGGI SCIOPERO IN TUTTA ITALIA. PRESIDI A BOLOGNA, RAVENNA E RIMINI

Una situazione di continua emergenza, con gli enti sempre più stretti tra risorse da Roma che non sono sufficienti e necessità operative impellenti. Incrociano le braccia oggi in tutta Italia i lavoratori delle ex province e città metropolitane italiane: qui in Emilia-Romagna i sindacati hanno previsto presidi a Bologna, Ravenna e Rimini. A rischio per i 20 mila lavoratori coinvolti in tutto il paese, secondo le sigle sindacali, c’è addirittura il pagamento degli stipendi, se il Governo non interverrà nella prossima legge di bilancio. La categoria chiede inoltre, con una manifestazione a Roma, lo sblocco del turn-over e la stabilizzazione dei precari. E poi le questioni lampanti denunciate da tempo, anche in Emilia-Romagna, come la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici. Se quest’anno i passati enti provinciali della nostra regione sono riusciti a chiudere i conti in pareggio (non così si può dire in tutta Italia), per i sindacati il futuro riserverà il rischio concreto di violare i vincoli di bilancio: cosa che inevitabilmente si ripercuoterà sui cittadini, visto che gli organi di governo dovranno al contempo incrementare le tasse e ridurre i servizi per tornare in regola. Per rimanere a casa nostra, ad esempio, se l’ex provincia di Bologna impiegava 1.500 persone, la città metropolitana ha ora 350 dipendenti; e ancora, nel triennio 2015-2017 l’ente di Ravenna ha visto calare i trasferimenti da Roma di 57mln di euro.

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