ECONOMIA: L’INDUSTRIA TRAINA L’EMILIA-ROMAGNA

Continua a essere il traino della nostra economia. E non solo grazie all’export. Ma, di contro, perde addetti e fa fatica se in piccole dimensioni. Stiamo parlando dell’industria emiliano-romagnola, messa sotto la lente dall’indagine congiunturale sulla manifattura condotta da Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna, insieme a Intesa Sanpaolo e relativa ai primi tre mesi del 2017. Il volume della produzione e’ aumentato del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Allo stesso modo, le vendite sono cresciute del 2,8% e gli ordini del 2,5%, grazie in particolare al mercato interno. Deciso balzo in avanti anche per il fatturato estero: le esportazioni regionali di prodotti manifatturieri sono aumentate del 9,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, pari a oltre 14,2 miliardi di euro. Ma le differenze tra le imprese si notano, soprattutto in relazione alle dimensioni. Per le realta’ minori, infatti, la crescita si e’ fermata all’1,1% mentre per le piccole imprese e’ arrivata al 2,1%. La crescita per l’industria riguarda tutti i settori: in particolare la metallurgia, le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto; e l’alimentare. Piu’ timido invece l’aumento per la piccola industria del legno e del mobile, mentre rimane al palo la moda. Per quanto riguarda l’export, vanno bene Germania e Francia, mentre esplodono le vendite in Polonia. Inoltre tornano a salire le esportazioni verso Russia e Turchia. Oltreoceano, Stati Uniti e Brasile. In Asia boom verso la Cina. Sul fronte occupazione, la cattive notizie arrivano dall’Istat che certifica un’emorragia di lavoratori continua: meno 14 mila addetti nei primi tre mesi dell’anno. Un dato che va in controtendenza rispetto all’andamento dell’occupazione complessiva in regione, che e’ invece aumentata del +2,4%. A calare sono anche le imprese attive nell’industria: -1%, in linea con l’andamento nazionale. Sul fronte dei finanziamenti, se è vero che continuano a crescere i prestiti alle famiglie (in particolare per i mutui), non così si può dire per le imprese: la linea di credito alle aziende è addirittura in calo, una diminuzione stimata in quasi ul 2%.

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