ECONOMIA: LA CRESCITA C’E’, MA CI SONO MOLTI SQUILIBRI NEL MONDO DEL LAVORO

L’Emilia-Romagna cresce, ma gli squilibri nel mondo del lavoro e delle imprese resistono, e in certi casi si aggravano. Questo, in sostanza, e’ quanto emerge dal rapporto annuale Ires (Istituto ricerche economiche e sociali) sull’economia e il lavoro in regione. Le stime “danno il Pil in aumento dell’1,7% per il 2017, valore sensibilmente superiore a quello nazionali”. Da questo punto di vista “si conferma il ruolo trainante della manifattura e in particolare delle esportazioni: un trend, dice la ricerca, partito nel 2013 e tuttora in corso”. Nel dettaglio, le esportazioni “hanno toccato nel primo trimestre dell’anno una punta di crescita del 9% sullo stesso periodo dell’anno precedente”. Il commercio, invece, presenta “dati contrastanti” che, secondo Ires, “delineano una ristrutturazione in corso nel settore”, visto che nel 2016 “la spesa delle famiglie e’ aumentata, nonostante il calo delle vendite al dettaglio e del numero dei negozi”. In generale, comunque, le imprese attive “mostrano un nuovo calo”, segno che in questo ambito la ripresa si sta attardando. Sul fronte del lavoro, invece, nel 2016 gli occupati sono aumentati “in modo significativo (+2,5% rispetto all’anno precedente), superando in numero la soglia rilevata nel 2008”, ma la loro composizione “sta subendo una profonda trasformazione”. Infatti, stando al rapporto, “la quota femminile è aumentata, ma resiste un gap retributivo superiore al 30%”, e il lavoro dipendente “cresce a discapito di quello autonomo”. Sale anche l’eta’ media degli occupati emiliano-romagnolo, che dai 41,1 anni del 2008 e’ salita ai 44,1 del 2016. In crescita anche “il lavoro a termine, che vede accrescere il gap retributivo contrattuale del 25% rispetto al lavoro stabile”.

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