ECONOMIA: DISTRETTI INDUSTRIALI MOTORE DELL’EMILIA-ROMAGNA

I distretti industriali dell’Emilia-Romagna si confermano motore principale della nostra economia, grazie a export e innovazione, tanto da battere anche la concorrenza tedesca. E la crisi, per quasi tutti loro, è definitivamente alle spalle e in alcuni settori si sono addirittura superati i livelli precedenti al 2008. È il quadro che emerge dallo studio curato dal gruppo Intesa San Paolo, relativo agli ultimi mesi del 2016. Andando nel dettaglio, l’export dei distretti e’ cresciuto dell’1,3% nell’ultimo trimestre del 2016, piu’ alto, come gia’ accaduto negli ultimi due anni, della media dei distretti italiani. Ancora migliore la performance se si considera l’intero 2016, con una crescita del 2,1%. Ottimi i risultati sul fronte del fatturato, anche se rimangono alcune ombre: su 19 distretti analizzati, 12 hanno chiuso il 2016 con un saldo positivo, mentre per 7 ha prevalso il segno meno. Analizzando allora i settori, trend favorevole per le piastrelle di Sassuolo e nel settore della meccanica di Piacenza, delle macchine per l’industria ceramica di Modena e Reggio Emilia, delle macchine per il legno di Rimini e dei ciclomotori di Bologna. Calo invece per le macchine da imballaggio di Bologna, per quelle agricole di Modena e Reggio Emilia e per la food machinery di Parma. Bene il settore alimentare, con crescita per i salumi di Parma e del modenese, mentre è proseguita invece la tendenza negativa per quelli di Reggio Emilia. Bene anche i due distretti del lattiero caseario di Reggio e del parmense, così come l’ortofrutta romagnola. In calo, invece, l’alimentare di Parma. Nel comparto della moda segnali positivi per l’abbigliamento di Carpi e di Rimini, mentre hanno subito un calo le esportazioni di calzature di San Mauro Pascoli. Timidi segnali di ripresa per l’export dei mobili imbottiti di Forlì. Segno positivo infine anche per i poli tecnologici regionali.

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