ECONOMIA, BANKITALIA: E-R FUORI DALLA CRISI, MA IL CETO MEDIO SPARISCE

L’Emilia-Romagna si è lasciata alle spalle la crisi economica, iniziata nel lontano 2008: non lasciano certamente dubbi le parole del direttore della sede bolognese di Bankitalia Francesco Trimarchi. Pil atteso anche per il 2017 in crescita – si stima dell’1,3%; produzione industriale in aumento; export, pur in frenata, che continua a trainare l’economia della nostra regione; occupati in aumento addirittura oltre i livelli pre-crisi, anche tra i più giovani. Ma a che prezzo? E’ la stessa Banca d’Italia a parlare altrettanto chiaramente di estinzione del ceto medio: crescono le disuguaglianze, insomma, anche nella ricca Emilia-Romagna, come accade un po’ ovunque. Famiglie in difficoltà dunque, sempre più indebitate: non solo mutui (cresciuti del 22,8%) ma anche tanto credito al consumo (+6,1%). Nel 2015 la quota di nuclei familiari in poverta’ assoluta ha toccato il 4,2% (un valore comunque al di sotto della media nazionale). Le persone che potevano essere definite povere o socialmente escluse sono il 15,4% della popolazione emiliano-romagnola (anche in questo caso una percentuale inferiore alla media italiana ed europea). Esiste una forbice sociale che si sta allargando sempre più: stando ai numeri raccolti da Bankitalia, le persone che vivono in famiglie meno abbienti sono il 16% dei residenti in regione, ma detengono solo il 6% del reddito; di contro, le persone che vivono in famiglie benestanti sono il 2% della popolazione ma detengono l’8% del reddito disponibile. Tra il 2011 e 2014 e’ cresciuta la quota di persone con redditi bassi, mentre per chi già aveva un reddito basso non è cambiato nulla.

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