DONNA UCCISA A BASTONATE, LA DIFESA DI CAGNONI: UCCISA DA DUE UOMINI

Omicidio di Giulia Ballestri, ieri è stato il turno della difesa di Matteo Cagnoni, unico indiziato per l’uccisione a bastonate del 16 settembre 2016 a Ravenna. Contrariamente da quanto sostenuto dal pubblico ministero, in oltre sette ore di arringa in Corte d’Assise l’avvocato Giovanni Trombini ha ribadito che non è stato l’imputato a uccidere la moglie, ma due persone che avevano seguito la donna e che sono entrate probabilmente da una porta lasciata aperta su un terrazzino al primo piano. Il suo legale di Cagnoni ha sottolineato tre punti: che le impronte sulla scena del crimine siano di due tipi di scarpe, nessuna delle quali appartenente al dermatologo; che il Dna trovato sotto le unghie della vittima sia maschile ma non del suo assistito; e infine che le due impronte palmari sul sangue della vittima, trovate su una parete e su un frigorifero della scena del crimine, non siano attribuibili all’imputato, al contrario di quanto sostenuto dalla Procura. Tra le altre cose, il legale ha pure tentato di smontare il movente, ovvero la paura di Cagnoni di perdere la sua immagine pubblica di fronte all’imminente separazione chiesta dalla moglie per via di un altro uomo. Il dermatologo 53enne è accusato di omicidio pluriaggravato (da premeditazione e crudeltà). Ieri era presente in aula dopo avere disertato le ultime due udienze relative alla richiesta di pena, che secondo i pm dovrà essere l’ergastolo più isolamento diurno per un anno. Venerdì l’avvocato Trombini proseguirà la sua arringa, poi sarà la volta delle eventuali repliche e infine della camera di consiglio.

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