DECRETO MILLEPROROGHE, ADDIO FONDI PERIFERIE: RABBIA DEI SINDACI

Un pasticcio, una truffa, faremo barricate. E’ una levata di scudi quella dei sindaci emiliano-romagnoli contro il decreto Milleproroghe approvato in Senato, che taglia i fondi alle periferie. In realtà i primi cittadini che si muovono contro sono principalmente di stampo Partito Democratico, con tanto di cortocircuito tra le fila Dem: questo perchè il comma 13.2 del provvedimento che mette in discussione 1,6mld di euro è stato votato anche dai banchi Pd. Non ci sta il M5s, al governo: nessun taglio solo una rimodulazione. Fatto sta che mezza Emilia-Romagna insorge: il più duro è il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, pronto a non versare l’Imu riscossa sul suo territorio per conto dello Stato. Ci rubano, testuali parole, 18mln, sono indignato. A scorrere l’elenco delle città, qui sono tanti i soldi stanziati ormai lo scorso anno su decisione del Governo Gentiloni: per rimanere in Romagna, 8mln a Forlì, 1,8 a Cesena e 12 a Ravenna. Da Piazza del Popolo, il sindaco – e presidente regionale dell’Anci – Michele De Pascale non vuole fasciarsi la testa: non tutto è perduto, sono possibili modifiche alla Camera. E insieme a lui proprio ai deputati si rivolgono dal Comune di Bologna: sotto le due torri sono il ballo 18mln e Palazzo d’Accursio lancia l’idea, forse irrituale, di tempestare di telefonate i parlamentari di Lega e M5s. Decisione del Governo mossa da rancore politico, tuona Luca Vecchi, da piazza Prampolini a Reggio Emilia. Di diverso tenore e diretto contro le fila Pd è invece l’attacco del primo cittadino di Modena, il dem Gianlcarlo Muzzarelli, che chiede – visto che sono in bilico 18mln – una verifica di partito. Si affida a facebook Federico Pizzarotti: Lega e M5s vogliono togliere quasi 20mln a Parma, posta sul suo profilo.

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