CGIL: E-R QUARTA IN ITALIA PER LAVORO IRREGOLARE

In Emilia-Romagna si contano 7.470 lavoratori irregolari accertati ai primi di marzo, con picchi nel modenese per i settori trasporto e magazzinaggio. Intanto, il numero degli ispettori del lavoro e’ in calo, e scendono anche le ispezioni, che nel 2016 in regione sono state 11.166. A mettere in fila i dati e’ la Cgil dell’Emilia-Romagna. Nel 2016, evidenzia il rapporto del sindacato, la nostra regione e’ quarta dopo Lombardia, Lazio, Campania, per il maggior numero di lavoratori irregolari. Il trend emiliano-romagnolo delle irregolarità accertate, tra l’altro, e’ il più “ripido” in assoluto: era il 53% nel 2014, passato al 58,3% l’anno dopo e 62,7% l’ultimo anno. La maglia nera, comunque, tocca a Modena, che supera le medie regionali nei settori del trasporto e magazzinaggio con oltre l’85% di irregolarità. In tutta la regione si registrano poi criticità nell’attività immobiliare e in agricoltura con il 60%. Ma il lavoro nero e irregolare, rincara la Cgil, esiste al livelli elevati anche i settori sensibili e socialmente delicati, come sanità ed assistenza privata, che raggiunge livelli di irregolarità del 73%, e istruzione all’83%. Tra i dati allarmanti che riguardano la regione ci sono ben 3.322 lavoratori in totale nero, con le province peggiori nell’ordine: Bologna, Reggio Emilia, Modena, Rimini. L’Emilia-Romagna, inoltre, e’ quinta in Italia per i casi di caporalato, arrivando a 1.097 denunce effettuate. In crescita infine le violazioni lavorative tali da assumere rilievo penale e il fenomeno delle false cooperative di servizi per le imprese, con appalti illeciti o affitto abusivo di lavoratori.

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