CACCIA A IGOR, CHIESTA ARCHIVIAZIONE SU MORTE DI VALERIO VERRI

Nessun elemento investigativo faceva presagire concretamente la presenza nelle zone del Mezzano del ricercato Igor Vaclavic alias Norbert Feher prima dell’8 aprile, giorno dell’omicidio di Valerio Verri. E’ la conclusione della Procura di Ferrara che ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto dopo la denuncia dei familiari della guardia volontaria, seconda vittima del killer latitante. Le forze dell’ordine, scrive il pm, hanno avuto contezza della collocazione di Vaclavic in quella che in seguito divenne ‘zona rossa’, teatro di un’imponente caccia all’uomo, “solo dopo i fatti delittuosi del tragico 8 aprile”. Per la Procura non era quindi possibile esigere, come invece sosteneva l’esposto presentato dai parenti di Verri, l’astensione dal pattugliamento ordinario del territorio: Verri era infatti impegnato in un servizio antibracconaggio col poliziotto provinciale Marco Ravaglia, ferito nell’agguato. Il fascicolo, senza reati, ora va al vaglio del Gip. Dopo il primo aprile, quando fu ucciso a Riccardina di Budrio il barista Davide Fabbri, non ci furono segnalazioni o comunicazioni sulla presenza di ‘Igor’ nella zona in cui Verri si imbatté nel killer. Per la famiglia, invece, Verri fu ‘mandato allo sbaraglio’, disarmato. E la prova di questa tesi sta nel fatto che il giorno dopo i pattugliamenti furono sospesi. Ma per sostenerlo, osserva il Pm, occorre dimostrare la consapevolezza da parte delle attività di pubblica sicurezza della presenza del criminale nel territorio. Una consapevolezza, dice il Pm, che dagli atti non emerge. La famiglia di Verri ha già annunciato che si opporrà alla richiesta di archiviazione.

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