CACCIA AL KILLER: SPUNTA UN’ALTRA IDENTITA’

E’ una caccia all’uomo senza sosta, che sta coinvolgendo più di 800 uomini tra corpi speciali e agenti di polizia e carabinieri; ma per ora il bottino è amaro: 2 morti, il barista Davide Fabbri e la guardia ecologica Valerio Verre, e all’attivo solo un profilo genetico estratto da tracce ritrovate dai Ris nel bar a Riccardina di Budrio, teatro del primo omicidio. Autore, presunto, Igor Vaclavic, Igor il russo, anzi serbo – si è poi scoperto. Ancora si cercano riscontri lungo la strada Mondo Nuova, a pochi chilometri da Portomaggiore, il luogo della seconda sparatoria, del secondo omicidio insieme al ferimento del volontario ecologico Marco Ravaglia. Si batte dunque tra la bassa bolognese e quella ferrarese, in un triangolo che comprende Portomaggiore, Molinella e Baricella, vicino a zone boscose e paludi. Luoghi dove il killer sa come muoversi: da almeno due anni vive lì da latitante, è preparato e conosce il terreno. Ha con sé una calibro 9 (Smith&Wesson argentata), un’altra pistola e un fucile, ma anche un lungo coltello e una faretra con delle frecce: è quindi pesantemente armato e pronto a tutto, come dimostrato quando alla guida di un Fiorino, poi abbandonato con dentro la bici segnalata da testimoni, ha sfondato un posto di blocco a Marmorta dopo la seconda sparatoria. L’invito dei procuratori capo di Bologna e Ferrara alla cittadinanza delle zone interessate dalle ricerche è stato chiaro: attenzione a chi incrociate. Ed è proprio sul chi che ci sono le ultime novità: un profilo Facebook intestato a tale Ezechiele Norberto Feher, che il volontario ecologico Marco Ravaglia ha riconosciuto come l’uomo che ha assalito lui e Valerio Verre, uccidendo quest’ultimo. Si pensa che Ezechiele e Igor siano la stessa persona.

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