BOLOGNA, DOMENICA DI DISAGI PER DISINNESCO BOMBA

E’ stata una domenica complicata per 9.400 cittadini bolognesi, allontanati dalle loro case perché all’interno della ‘danger zone’, un’area circolare con 800 metri di raggio istituita per consentire il disinnesco di una grossa bomba della Seconda Guerra Mondiale trovata qualche settimana fa nei pressi di un sottopasso ferroviario. Le condizioni precarie della seconda delle due spolette dell’ordigno da 213 kg, di fabbricazione britannica, hanno rallentato le operazioni coordinate dalla prefettura e condotte dagli artificieri del genio ferrovieri dell’Esercito. E così, un’evacuazione che doveva durare al massimo una mattinata si è prolungata per oltre nove ore, con disagi per i residenti, in particolare gli anziani, ma anche con ripercussioni soprattutto sul traffico aereo, più di 40 i voli dirottati o cancellati in arrivo e in partenza all’aeroporto Marconi, e ferroviario, con i passeggeri dei treni regionali deviati su percorsi alternativi. Il disinnesco si è completato poco prima delle 18, quando il Comune ha annunciato ai cittadini che era possibile rientrare. La bomba, resa inoffensiva, rimane però un’altra notte nel cantiere edile dove è stata riportata alla luce: la rimozione e il brillamento slittano a domani. Le condizioni di visibilità non sono state ritenute dalle prefettura sufficientemente sicure per procedere con il primo programma stilato. “Soprattutto desidero ringraziare tutte le cittadine e i cittadini che hanno sopportato un’attesa più lunga di quella preventivata e che stanno finalmente facendo rientro nelle loro case”, ha detto alla fine l’assessore comunale alla Protezione civile Alberto Aitini. In precedenza la fatica delle persone era stata ‘raccolta’ nei punti di accoglienza, in parrocchie, centri sociali e altre realtà – allestiti per chi non aveva organizzato di passare la domenica di bel tempo fuori Bologna – anche grazie all’aiuto di non pochi volontari. Nessuna criticità o emergenza, ma tanti anziani stanchi e disorientati, anche perché ad un certo punto del pomeriggio non si sapeva quando tutto sarebbe tornato alla normalità. E c’era chi, non sapendo, era preoccupato. A questo punto l’ordigno, una bomba d’aereo ‘MK IV’ con 66 kg di esplosivo ad alto potenziale, già messo in sicurezza dai genieri intervenuti dal 15 marzo, sarà trasportata nel luogo del brillamento, una cava nel vicino comune di Pianoro

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