BOLOGNA, CASO GUIDETTI: CONDANNATO PM VALTER GIOVANNINI

Censura. E’ la condanna che la Sezione disciplinare del Csm ha inflitto al procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini nel processo disciplinare a suo carico per la vicenda di Vera Guidetti, la farmacista che uccise sua madre e poi si suicidò, qualche giorno dopo essere stata ascoltata dal pm come testimone in un’indagine su un furto di gioielli e opere d’arte. La motivazione è quella di aver “trascurato” le garanzie difensive a tutela della donna e per avere in questo modo colpevolmente violato norme processuali. L’11 marzo 2015 Vera Guidetti, 62 anni, fu trovata morta nella sua casa: la donna si era iniettata una dose letale di insulina, non prima però di aver compiuto il drammatico gesto anche verso la madre 95enne, morta dopo 9 giorni di coma: l’anziana soffriva di disabilità. In casa, gli investigatori trovarono un biglietto che attribuiva la responsabilità dei fatti al procuratore Giovannini. Il pm, alcuni giorni prima, aveva convocato la donna in Questura per sentirla come persona informata dei fatti – la donna non era indagata – in una vicenda legata al furto di gioielli e opere d’arte, in realtà rinvenuti nell’abitazione della farmacista. Un’audizione che la donna descrisse nel biglietto come umiliante. Secondo il tribunale delle toghe, Giovannini non si è comportato come doveva: ci sarebbero infatti stati abbastanza elementi probatori per interrompere l’audizione, iscrivere la donna nel registro degli indagati e far sì che nominasse un difensore a sua garanzia. Il magistrato è stato invece assolto dall’accusa di essersi intromesso nell’attività del pm Morena Piazzi, di turno il giorno della scoperta del corpo della donna, per essersi recato nella sua abitazione. Giovannini ha annunciato ricorso.

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