BOLOGNA, CARTA DEI RIDERS: IL SINDACO INVITA AL BOICOTTAGGIO

Non firmano? E noi li boicottiamo. E’ scontro a Bologna: da una parte l’amministrazione comunale, dall’altra le piattaforme on line di consegna del cibo a domicilio. Una partita da non sottovalutare, proprio nella città che del cibo è la capitale indiscussa. Oggetto della contesa è la carta dei diritti dei riders, un protocollo di tutela di quei lavoratori a cottimo che si iscrivono alle piattaforme web e guadagnano pedalando in bicicletta per consegnare la pizza, piuttosto che il panino o l’insalata. Nel traffico e in ogni condizione meteo, senza tutele assicurative nè un minimo salariale. La proposta di Palazzo d’Accursio, la prima in Italia, è quella di far convergere le varie aziende del settore in un accordo con i rappresentanti dei riders e i sindacati per spuntare principi quali l’equo-compenso, l’obbligo assicurativo e un’indennità in caso di meteo avverso. Ieri è stato l’atto ufficiale, la firma, al tavolo attorno al quale però le maggiori aziende non si sono presentate. La carta è stata firmata da Sgnam e MyMenu, peraltro ora fuse in un’unica struttura che rappresenta circa 140 dei 500 fattorini al lavoro a Bologna. Non pervenuti i colossi del settore, da Deliveroo a Glovo fino a Foodora: l’ultimo schiaffo quello di JustEat, che si e’ sfilata all’ultimo momento. La risposta del comune è stata netta: pubblicheremo on-line i nomi delle ditte che non rispettano i diritti fondamentali dei lavoratori. Una sorta di moral suasion perchè gli utenti che chiamano il cibo a domicilio facciano una scelta consapevole.

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