BOLOGNA, BOMBA ALLA CASERMA: PER TATOUEIX ACCUSA DI CONCORSO

Era presente ma non fu lui ha causare l’esplosione. Ci sono novità nell’inchiesta sulla bomba alla caserma dei Carabinieri della stazione ‘Corticella’ a Bologna, che fece il botto la notte del 27 novembre mandando in frantumi il portone d’ingresso. La Procura felsinea ha inviato un avviso di fine indagine a Cedric René Michel Tatoueix, anarchico francese di 37 anni arrestato il 10 dicembre con l’accusa di aver concorso all’attentato esplosivo. Nell’atto, però, secondo quanto riferisce la stampa locale, gli inquirenti contestano a Tatoueix di aver maneggiato e detenuto con finalità di terrorismo l’ordigno con altri esponenti dell’area anarchica tutt’ora da identificare, ma non di aver causato l’esplosione in via San Savino. La posizione del francese in relazione all’attentato sarebbe dunque mutata, anche per la ‘retromarcia’ della donna con cui aveva una relazione e che in un primo momento aveva parlato agli inquirenti di un coinvolgimento dell’uomo. Versione ritrattata il 4 gennaio, quando è stata sentita dal Gip in un incidente probatorio. Ora è accusata di falsa testimonianza. Le indagini dei Carabinieri del Ros intanto stanno proseguendo, con lo sguardo puntato sempre al mondo anarchico. Secondo quanto si apprende, telecamere nei pressi della stazione dell’Arma hanno immortalato un’auto che, ad orario compatibile con l’esplosione, è arrivata nella zona e poi si è allontanata. Sulla vettura era forse presente chi ha innescato l’ordigno.

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