BOLOGNA, BIMBO MORI’ DISSANGUATO: PROCESSO PER DIPENDENTE ACER

Imputazione coatta per il tecnico 43enne Acer accusato di omicidio colposo per la morte del piccolo Alessandro do Rosario, avvenuta il 5 agosto del 2016 dopo che il bambino si era ferito con il vetro di una portafinestra di un appartamento Acer a Bologna: l’ha decisa il gip Grazia Nart, contro la decisione della Procura che propendeva per l’archiviazione. Accolte invece le imputazioni a carico della madre e della sorella del piccolo, per omicidio colposo e abbandono di minore. Il gip, nel respingere l’archiviazione del dipendente dell’azienda casa, responsabile dell’area manutenzione, ha chiesto alla Procura di individuare altri soggetti eventualmente responsabili per Acer e il Comune di Bologna. Il bimbo, originario di Capo Verde, si era ferito dando un calcio alla finestra per tentare li liberare il nipotino di 3 anni, rimasto intrappolato in balcone, mentre i due erano soli in casa visto che le due donne – madre e sorella – erano uscite pochi minuti per fare la spesa. La richiesta di archiviazione per il tecnico Acer si fondava sul fatto che la portafinestra, montata nel 2011, prima della consegna dell’appartamento alla famiglia, non rientrava nella normativa in vigore dal 2014: non c’era cioè l’obbligo di sostituire un vetro preesistente, anche se potenzialmente pericoloso perché troppo sottile. Secondo il giudice invece, visto che erano stati compiuti lavori prima della consegna, questi dovevano prevedere la messa a norma.

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