Bologna, attacco alla TAV: Il punto sulle indagini

Tav sabotaggio Proseguono senza sosta le indagini della Digos, coordinate dal  procuratore capo Roberto Alfonso e dal Pm Antonella Scandellari del  gruppo ‘Istituzioni e terrorismo’. L’inchiesta sul rogo doloso nella  stazione di Santa Viola è a carico di ignoti per pericolo di disastro  ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio  e danneggiamento seguito da incendio.

Non è contestata per ora l’aggravante eversiva, ma nel mirino c’è la  matrice anarchica, anche se le quattro perquisizioni svolte ieri a Bologna nelle abitazioni di persone ritenute vicine a quest’area non hanno avuto esito positivo per l’indagine. Le case sono state trovate particolarmente in ordine.

Non risultano esserci state rivendicazioni. L’idea su cui lavorano gli inquirenti è comunque che il sabotaggio non sia stato opera di personaggi arrivati da fuori Bologna e si stanno cercando collegamenti con episodi simili del recente passato. Non ci sono dubbi neppure sul legame con il sabotaggio simile del 21 dicembre a Firenze e sono aperti i contatti tra gli uffici investigativi delle due città.

A Bologna sono in corso accertamenti sulle telecamere della zona, sperando di rintracciare qualche immagine del gruppetto mentre si avvicina o si allontana dal luogo dove ha colpito. Sono stati avviati anche controlli su tabulati e si seguono piste di altre indagini recenti su gruppi della stessa area. Si spera, soprattutto, che da parte degli autori dell’azione incendiaria sia stato commesso un errore.

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