BERSANI A MODENA: SCISSIONE COLPA DI RENZI

Sala piena, 400 posti a sedere e un altro centinaio di persone in piedi. Tanti applausi. E’ stata un’accoglienza calorosa quella che Modena ha riservato a Pierluigi Bersani, alla sua prima da fuoriuscito dal Partito Democratico. Un palco tutto per lui alla Polisportiva Modena Est, per spiegare le ragioni dell’addio e fare il punto su Movimento Democratici e Progressisti, la nuova creatura fondata insieme a Speranza, D’Alema ed Enrico Rossi. Il primo affondo è proprio contro l’avversario di sempre alla segreteria, Matteo Renzi: “Questa scissione l’abbiamo fatta perché con Renzi stavamo andando a sbattere contro un muro – ha subito precisato Bersani che poi ha continuato sull’ex premier – se cerca un regista di questa operazione non sia umile: è lui, ha fatto tutto lui”. Parole che strappano un lungo applauso dalla sala. Seduti in prima fila si contano tanti personaggi della politica emiliano-romagnola, tanti volti noti ed ex del centro-sinistra: l’assessore regionale Massimo Mezzetti, l’ex ad di BolognaFiere Duccio Campagnoli, il numero uno della Cgil bolognese Maurizio Lunghi ma anche i 3 consiglieri comunali modenesi usciti dal gruppo di maggioranza. Ma l’attenzione di tutti è stata sul futuro prossimo: elezioni nel 2018, non faremo mancare l’appoggio al Governo – ha assicurato Bersani che ha tenuto a sottolineare che lo stessa strategia sarà utilizzata anche a livello locale. Niente scossoni quindi nemmeno in Emilia-Romagna. Legge elettorale infine: proporzionale che assomigli al Mattarellum, no ai capilista bloccati.

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