AUTONOMIA: SI GUARDA AL “MODELLO EMILIANO”

Tra sorrisi e dichiarazioni di intenti, non sono più su un binario parallelo le richieste di autonomia di Veneto e Lombardia da una parte e dell’Emilia-Romagna dall’altra. Il dato certo è che c’è la volontà politica delle tre regioni coinvolte a sedersi insieme allo stesso tavolo con il Governo. Fatto attribuibile a diversi motivi: c’è sicuramente il dato sull’affluenza non entusiasmante in Lombardia, ma anche la consapevolezza che la strada seguita da viale Aldo Moro (l’articolo 116 della costituzione) è stata finora la via più rapida. E vedendola in senso opposto, dal punto di vista nostrano, il risultato quasi bulgaro in Veneto può rafforzare di fatto le richieste di autonomia di tutte e tre le regioni. Un’unione di interesse quindi quella che si sta delineando tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, pronti al confronto con Roma. Intanto, dal profondo nord, si strizza l’occhio al modello Emilia e si mira, come paventato dalla Lega Nord, a una trattativa congiunta. Invito accolto molto positivamente da Bonaccini che si trova al contempo a essere nella posizione chiave di governatore regionale e di presidente della conferenza delle regioni. Restano all’orizzonte le questioni che andranno presto affrontate: in primis quella delle competenze. L’Emilia-Romagna ha suddiviso le proprie richieste in 4 macro-aree, Veneto e Lombardia puntano invece a discutere tutte le materie. Si vedrà, un incontro con il Governo è in programma nei prossimi giorni. L’intesa poi, per essere operativa, dovrà diventare legge dello Stato ed essere approvata a maggioranza assoluta in Parlamento. Quest’ultimo punto è probabilmente la chiave che permette di capire perché c’è l’interesse di tutti a viaggiare sullo stesso binario.

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