AMMINISTRATIVE: IL PD TIENE IN EMILIA-ROMAGNA E NELLE MARCHE

Una tendenza che ricalca il solco tracciato dalle politiche del 4 marzo, in parte però: al sud e nel nord est del nostro paese l’asse M5s-Lega dà i suoi frutti, ma non è così ovunque. In Emilia-Romagna il contratto di governo non sfonda, nonostante un risultato su tutti sia inedito ma anche atteso: quello di Imola. Qui, anima romagnola in provincia di Bologna, sarà il ballottaggio a scegliere il sindaco che, per la prima volta, sarà una donna. Non era mai successo, sinistra o centro-sinistra che fosse ce l’avevano fatta sempre al primo colpo. Stavolta invece Carmen Cappello, sostenuta dal Pd e dagli alleati (compresi gli ex amici di Mdp), si è fermata a un soffio dal 42%. Al ballottaggio se la vedrà con Manuela Sangiorgi del Movimento 5 Stelle, che ha preso il 29,2%. Ha ottenuto invece il 23,1% Giuseppe Palazzolo, sostenuto dal centrodestra i cui voti saranno però, a questo punto, determinanti. Come quelli, nel gioco della alleanze, di Sinistra Unita per Imola, che ha sostenuto Filippo Samachini, che si è però fermato al 3,24%. Appuntamento rinviato al 24 giugno anche nell’altro comune sopra i 15mila abitanti, Salsomaggiore: qui si sfideranno il primo cittadino uscente Filippo Fritelli, sostenuto dal Pd e dalla lista civica SiamoSalso, più votato con il 43% e la candidata della coalizione di centrodestra Anna Volpicelli che ha preso invece il 36,8%. Delude il Movimento 5 Stelle, con il candidato Giuseppe D’Andrea che si ferma all’8,8%, superato anche dalla lista civica ‘Salso Futura’, guidata da Giorgio Vernazza, che ha ottenuto l’11,3%. Erano 18 in totale i comuni che sono andati al voto in Emilia-Romagna: a Brescello, in provincia di Reggio Emilia, sciolto per infiltrazioni mafiose due anni fa, il sindaco è la civica Elena Benassi, espressione dell’amministrazione precedente travolta dalle accuse. Il centrosinistra ha eletto i sindaci di Castelnovo di sotto e a San Polo d’Enza nel reggiano, Gemmano nel riminese, Camposanto e Polinago in provincia di Modena, e Castelvetro Piacentino. Nelle altre amministrazioni hanno prevalso liste di espressione civica. Affluenza: il calo c’è, anche in raffronto con le politiche di 3 mesi fa, ma meno vistoso dal dato nazionale. Alle urne si è presentato il 57,17% degli aventi diritto contro il 61,87% del 2013, dove però si era votato su due giornate. 16 invece i comuni che sono andati al voto nelle Marche, gli occhi erano puntati sul capoluogo di regione Ancona: qui sarà ballottaggio, la sindaca uscente Valeria Mancinelli, sostenuta da Pd e dal centro-sinistra unito, si è fermata al 47,8%, a un soffio dal farcela al primo turno; dovrà vedersela tra due settimane con Stefano Tombolini del centro-destra, che ha ottenuto il 28,3%; a lui potrebbero andare i voti del M5s, quei 17,1 punti presi da Daniela Diomedi, a questo punto determinanti. Il centro-sinistra vince a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, e a Porto Sant’Elpidio, nel Fermano; il M5s ce la fa a Castel di Lama, nell’ascoletano. Affluenza anche qui in discesa: hanno votato il 58,6% degli aventi diritto, giù di oltre 4 punti e mezzo rispetto a 5 anni fa.

You might also like More from author

Comments are closed.