ALLUVIONE RENO, LA REGIONE: CAUSE ECCEZIONALI. M5S NON CI STA

Nessun errore umano ma cause da ricercarsi nell’eccezionalità di quanto avvenuto. E’ questo il succo della difesa della Regione Emilia-Romagna sul cedimento dell’argine a Castel Maggiore e lo straripamento del Reno di sabato. I tecnici di viale Aldo Moro hanno presentato al presidente Bonaccini il report sul disastro avvenuto in zona Passo Pioppe di Sala Bolognese, il punto incriminato per la presenza di un cantiere della Regione: “era stata individuata la necessita’ di ricostruire un tratto arginale – viene scritto -, il tutto in corrispondenza di un’area demaniale dismessa in uso all’esercito”. Per consentire la realizzazione dell’opera, continuano i tecnici, “e’ stato costruito un argine secondario a protezione del cantiere stesso, che aveva non solo le stesse caratteristiche di tenuta dell’argine originale ma anche un’altezza superiore”. Per questo, secondo la Regione, l’opera “non presentava dunque elementi di fragilita’ e, per come realizzata, ha contribuito a frenare l’impatto della piena e a contenere l’afflusso dell’acqua”: la causa di tutto, per viale Aldo Moro, è quindi la portata eccezionale della piena, calcolata come superiore di ben 81 centimetri a quella record del 2014. All’origine il meteo e le intense piogge che hanno portato allo scioglimento repentino di buona parte della neve caduta abbandonate nei giorni precedenti: due-tre milioni i metri cubi stimati d’acqua fuoriusciti. La relazione tecnica si concentra poi sui tempi di realizzazione del nuovo argine, messi sotto la lente perchè ritenuti troppo lunghi: tutto nei tempi previsti, dice il dossier, considerando anche gli interventi di bonifica perchè area militare. Tutto risolto? Le opposizioni non ci stanno e criticano proprio le tempistiche: secondo il M5s la relazione non chiarisce il motivo dell’interruzione dei lavori, individuati come urgenti già nel 2015 e pare mai più controllati. Bisogna risponderne ai cittadini, è quanto invocato dai pentastellati, perchè i danni sono notevoli: 22mln di euro la quantificazione definitiva, quella per la quale Bonaccini ha firmato ieri la richiesta dello Stato di emergenza.

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