AEMILIA, LA CASSAZIONE: IL PROCESSO A PAGLIANI E’ DA RIFARE

Ci sara’ un nuovo processo in Corte d’Appello per Giuseppe Pagliani, esponente reggiano di Forza Italia coinvolto nell’inchiesta Aemilia contro la ‘ndrangheta. Il politico, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa aveva scelto il giudizio con rito abbreviato ed era stato assolto in primo grado e condannato – a settembre dell’anno scorso – a quattro anni. La scorsa notte la corte di Cassazione ha pero’ stabilito che il processo di secondo grado e’ da rifare, per lui come per altri 4 imputati, mentre a due i supremi giudici hanno ridotto la pena. Condanne confermate invece per gli altri 40 imputati che avevano fatto ricorso fino al terzo grado di giudizio. Questo quanto stabilito dalla quinta sezione penale che ha anche accolto in parte i ricorsi delle parti civili, la regione Emilia-Romagna e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. E’ però il legale di Pagliani a dare una lettura di quanto successo: la sentenza di secondo grado pronunciata a Bologna, quella della condanna, è stata annullata dagli alti togati e quindi ora gli atti ritorneranno alla Corte d’appello del capoluogo emiliano dove si terra’ un altro processo in una sezione differente. Nel ricorso alla Suprema Corte, la difesa di Pagliani aveva contestato la violazione di quattro principi di diritto, uno dei quali (che sara’ esplicitato nella sentenza) e’ stato accolto dalla Cassazione nel suo giudizio di legittimita’.

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