A BOLOGNA UN RESIDENTE SU SEI E’ STRANIERO

Sotto le due torri, un cittadino su sei è straniero. A fine 2018 erano 60.400 i residenti non italiani a Bologna, un dato in linea con l’anno precedente.

Così come si confermano i trend del passato: gli stranieri sono più giovani (meno di 35 anni di età media contro quasi 47), in prevalenza donne e provengono soprattutto dall’Europa. Inoltre, il saldo migratorio è negativo e la lieve crescita dei residenti non italiani si deve ai nati in città, dove ormai oltre un nuovo nato su 4 è straniero o ha almeno un genitore non italiano. A elaborare i dati è l’Ufficio Statistica del Comune.

La top ten delle nazionalità più rappresentate vede in testa la Romania, davanti a Filippine, Bangladesh, Pakistan, Cina, Ucraina, Marocco, Moldavia, Albania e Sri Lanka. In totale sono 150 le nazioni rappresentate. Le donne superano di poco gli uomini, anche se si riscontrano notevoli differenze: chi proviene dall’Europa, dall’estremo oriente o dall’America Latina è in prevalenza del gentil sesso, mentre i maschi sono decisamente più numerosi tra i cittadini del Medio Oriente, del sub-continente indiano e dell’Africa. Il primato della multietnicità va al quartiere Bolognina dove vivono circa 9mila stranieri, 26 ogni 100 abitanti.

Segue San Donato, poi Santa Viola. La maggior parte degli stranieri che arrivano sotto le due torri è in età attiva e viene per ragioni di lavoro, ricostituendo poi il nucleo familiare di cui spesso fanno parte anche i minori. Riguardo alle seconde generazioni, quasi la totalità degli stranieri di età inferiore a 3 anni è residente dalla nascita.

Tra i 6 e i 14 anni quelli che hanno vissuto almeno metà della loro esistenza in città sono quasi 7 su 10.

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