8 MARZO: DONNE PIU’ BRAVE NELLO STUDIO MA GUADAGNANO MENO

Donne più brave nello studio, in quasi tutti i campi; ma sul lavoro le proporzioni si invertono in termini contrattuali e – soprattutto – retributivi. A dirlo sono due indagini condotte dalle agenzie dell’università di Bologna AlmaDiploma e AlmaLaurea. Il Rapporto conferma che le donne nel campo della formazione se la cavano meglio dei loro colleghi fin dalla scuola media inferiore, che concludono portando a casa un voto d’esame molto spesso più elevato dei maschi. E quando arrivano tra i banchi delle superiori, le femmine raggiungono ancora una volta ottimi risultati. Il Rapporto sul Profilo dei laureati conferma pure che le donne, nella quasi totalità dei percorsi di studio, continuano ad avere performance più brillanti rispetto ai loro colleghi uomini. Tra i laureati del 2015, dove è nettamente più elevata la presenza della componente femminile, la quota delle donne che si laureano in corso è superiore di 4 punti percentuali a quanto registrato per i loro colleghi e il punteggio di laurea è superiore di oltre due voti. Il Rapporto 2016 sulla condizione occupazionale dei laureati però registra ancora una volta significative e persistenti disuguaglianze di genere. Tra i laureati magistrali, a cinque anni dal titolo, lavorano 80 donne e 90 uomini su cento. E a un lustro, il lavoro stabile diventa una prerogativa tutta maschile: ha un contratto a tempo indeterminato il 48% delle donne rispetto al 58% degli uomini. Le differenze di genere si confermano anche dal punto di vista retributivo. Tra i laureati magistrali che a 5 anni lavorano a tempo pieno emerge che il differenziale è pari al 20% a favore dei maschi: 1.624 euro contro 1.354 euro delle colleghe. La lettura dei dati conferma infine che le donne sono più penalizzate sul lavoro se hanno figli, pur’anche laureate: 6 su 10 tra coloro che hanno prole lavorano a cinque anni dal titolo. Lo stipendio? Il 32% in meno dei loro colleghi uomini.

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