2 AGOSTO, PROCESSO A CAVALLINI: DAI GIUDICI SECCO NO ALLA PISTA PALESTINESE

Nessuna ulteriore indagine sulla cosiddetta pista palestinese. Se si trattasse di un match a punti, il primo round lo porterebbero a casa i familiari delle vittime. Esultano infatti i parenti degli 85 morti e oltre 200 feriti nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, per la decisione dei giudici della Corte d’Assise, giunta alla seconda udienza del processo a Gilberto Cavallini, l’ex Nar – già condannato all’ergastolo – accusato in questo procedimento di aver dato base e supporto logistico al trio neo-fascista Mambro, Fioravanti e Ciavardini, coloro che piazzarono la bomba nella sala d’aspetto. E che saranno sul banco dei testimoni. I giudici hanno invece escluso dalla lista diversi nomi indicati dai difensori dell’imputato a sostegno della bomba palestinese, tra i quali spicca Ilich Ramirez Sanchez alias ‘Carlos’, il terrorista detenuto in Francia. Secondo la Corte, l’indagine bis archiviata nel 2015 – quella sulla verità alternativa – è stata esaustiva e non ha trascurato nulla, per cui non sarebbe di nessuna utilità ritornarci. Altri no illustri tra i teste quelli all’ex senatore Carlo Giovanardi e al portavoce del fronte di liberazione della Palestina, Abu Sharif Bassam. Sì invece a Carlo Maria Maggi, ex leader di Ordine Nuovo. Ancora no al leader di Fn Roberto Fiore, indicato dalle parti civili, così come non sono stati ammessi neppure i feriti o i parenti dei morti, perché, dicono i giudici, l’oggetto delle loro testimonianze è agli atti. Le audizioni cominceranno mercoledì prossimo.

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